La Sicilia potrebbe perdere quasi un abitante su sei entro il 2050. È lo scenario che emerge da un’elaborazione del Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, basata sui dati e sulle previsioni demografiche dell’Istat, secondo cui tra il 2026 e il 2050 la popolazione dell’Isola potrebbe diminuire del 16,7%.spopolamento Sicilia 2050

A richiamare l’attenzione sulla gravità di questa prospettiva è Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, che sollecita il Governo nazionale e la Regione Siciliana ad affrontare lo spopolamento come una vera emergenza economica e sociale.

ENTRO IL 2050 L’ ISOLA RISCHIA DI PERDERE QUASI UN ABITANTE SU SEIspopolamento Sicilia 2050

Il rischio che la Sicilia perda quasi un abitante su sei – dichiara Tanasi – non può essere liquidato come una semplice previsione statistica. Dietro questi numeri ci sono giovani costretti a partire, famiglie che faticano a costruire il proprio futuro nell’Isola, imprese che rischiano di non trovare le competenze necessarie e territori che, anno dopo anno, perdono abitanti, attività e servizi. La Sicilia si sta impoverendo delle sue energie migliori e delle professionalità indispensabili per crescere“.

SERVE UN PIANO STRAORDINARIO PER FERMARE LO SPOPOLAMENTO E CONSENTIRE AI GIOVANI DI COSTRUIRE IL PROPRIO FUTURO NELL’ISOLAspopolamento Sicilia 2050

Per il Codacons, lo spopolamento non è soltanto un fenomeno demografico, ma il risultato di criticità che incidono concretamente sulla vita dei cittadini. L’associazione individua tra i principali fattori la precarietà lavorativa, i salari insufficienti, l’aumento del costo della vita, il caro-voli, le inefficienze dei trasporti, le difficoltà di accesso alla casa, una sanità in sofferenza e la carenza di servizi per l’infanzia.
Secondo il Codacons, una riduzione così consistente della popolazione avrebbe conseguenze profonde sull’intero sistema regionale. Meno giovani e meno lavoratori significherebbero una Sicilia sempre più anziana, un tessuto produttivo più debole, una contrazione dei consumi e crescenti difficoltà nel mantenere scuole, presìdi sanitari, attività commerciali, collegamenti e servizi pubblici, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne.
Per invertire questa tendenza, Tanasi sollecita una strategia straordinaria sostenuta da risorse certe, obiettivi misurabili e tempi definiti. Il Codacons indica tra le priorità la creazione di occupazione stabile e qualificata, il sostegno alla natalità e alle giovani famiglie, il potenziamento della sanità territoriale e dei servizi per l’infanzia, il miglioramento delle infrastrutture e dei collegamenti, la riduzione dei costi della mobilità da e verso l’Isola, un accesso più agevole alla casa e incentivi alle imprese che investono e assumono in Sicilia.
Il Codacons chiede inoltre politiche capaci di favorire il rientro dei giovani, dei ricercatori e dei professionisti che hanno lasciato la Sicilia per motivi di studio o di lavoro, affinché le competenze maturate altrove possano tornare a rappresentare una risorsa per il territorio.
La Sicilia non può rassegnarsi a diventare una terra sempre più anziana e spopolata – prosegue Tanasi – Fermare l’esodo dei giovani è indispensabile, ma non basta. Occorre creare le condizioni perché chi è stato costretto a partire possa scegliere di tornare. Difendere il capitale umano significa difendere il futuro dell’Isola. Governo nazionale e Regione trasformino questa emergenza in una priorità assoluta, prima che il declino demografico diventi irreversibile“. –  conclude Tanasi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui