Anno nuovo errori vecchi. Sembra che la Sicilia non abbia fatto tesoro degli errori del passato e che continui a sbagliare come nel corso della prima ondata di Covid-19 del 2020. Sicilia affronta quarta ondata

Code infinite per tamponi e vaccini, assenza di sorveglianza sanitaria, USCA e ASP irrintraciabili Sicilia affronta quarta ondata

In questi primi giorni del 2022, dice il Codacons, si susseguono le notizie di soggetti positivi lasciati in balia di se stessi, perché le USCA e le ASP non rispondono né al telefono né per via telematica per assistere i tanti malati, per impartire le direttive sui comportamenti da seguire, sulle modalità della quarantena, dei tamponi da effettuare e di quant’altro risulti necessario a prevenire ulteriori contagi.

Insomma, il tracciamento dei contatti è saltato come nel 2020, molti attendono invano di sapere quando devono fare il tampone molecolare, privandosi del lavoro e degli affetti; eppure la quarta ondata era stata abbondantemente annunciata. Si assiste nuovamente a file interminabili di persone in piedi o in auto in attesa di effettuare un tampone. E in assenza di controlli alcuni tengono comportamenti sconsiderati, come quello di violare la quarantena per effettuare un tampone, rischiando così di contagiare altri.

Ma, senza voler giustificare queste condotte, bisogna anche considerare che non tutti hanno la possibilità di non lavorare per giorni, di pagare un infermiere che effettui per loro il tampone a domicilio evitando di uscire per farlo, e non tutti hanno amici e parenti che li assistono nel corso della quarantena. C’è gente sola e in difficoltà economiche che non può affrontare, senza l’aiuto delle istituzioni, le conseguenze della pandemia.

A tutto questo si aggiunga che le regole cambiano continuamente, aumentando così la confusione tra le persone, pertanto occorre fare chiarezza, dice il Vice-Presidente Regionale del Codacons, l’avvocato Bruno Messina, che spiega le nuove regole contenute nel decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229.

Il decreto prevede che, in caso di contatto stretto con un soggetto confermato positivo al COVID-19, la quarantena preventiva non si applichi:

  1. alle persone che hanno completato il ciclo vaccinale primario” (senza richiamo) da 120 giorni o meno;
  2. alle persone che sono guarite dal COVID-19 da 120 giorni o meno;
  3. alle persone che hanno ricevuto la dose di richiamo del vaccino (cosiddetta “terza dose” o “booster”).

A tutte queste categorie di persone si applica una auto-sorveglianza, con obbligo di indossare le mascherine FFP2 fino al decimo giorno successivo all’ultima esposizione al soggetto positivo al COVID-19 (quindi l’undicesimo giorno dall’ultimo contatto).

È prevista l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione dell’antigene Sars-Cov-2 alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto. Nel caso in cui il test sia effettuato presso centri privati abilitati, è necessario trasmettere alla Asl il referto negativo, anche con modalità elettroniche, per determinare la cessazione del periodo di auto-sorveglianza. Sicilia affronta quarta ondata

Ai contatti stretti che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni e che abbiano comunque un green pass rafforzato valido, se asintomatici, si applica una quarantena con una durata di 5 giorni con obbligo di un test molecolare o antigenico negativo al quinto giorno.

Per i soggetti non vaccinati o che non abbiano completato il ciclo vaccinale primario o che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da meno di 14 giorni, continua a vigere la quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione, con obbligo di un test molecolare o antigenico negativo al decimo giorno.

Ai soggetti contagiati che abbiano precedentemente ricevuto la dose booster, o che abbiano completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni, l’isolamento è ridotto a 7 giorni purché siano sempre stati asintomatici o risultino asintomatici da almeno 3 giorni e alla condizione che, al termine di tale periodo, risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo.

In tutti i casi descritti, per la cessazione della quarantena è necessario l’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare. Nel caso in cui il test sia effettuato presso centri privati abilitati, è necessario trasmettere all’ASP il referto negativo, anche con modalità elettroniche.

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