Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, lancia una crociata contro il caro animali domestici e chiede interventi immediati a sostegno delle famiglie. Secondo Tanasi, il caro-vita è arrivato anche nelle ciotole di cani e gatti, trasformando alimenti, crocchette, cibo umido, lettiere, antiparassitari, prodotti per l’igiene, visite veterinarie, vaccini e farmaci in voci di spesa sempre più difficili da sostenere.

CODACONS CHIEDE MISURE CONCRETE PER LE FAMIGLIEcaro animali domestici

Per il Codacons non si tratta più di costi marginali. L’associazione evidenzia che gli animali da compagnia fanno parte della vita affettiva e quotidiana di milioni di cittadini, ma il loro mantenimento rischia di diventare sempre più gravoso per anziani, pensionati, famiglie monoreddito e nuclei già messi sotto pressione da bollette, affitti, mutui e generi alimentari.
Il Codacons evidenzia che il tema ha ormai dimensioni economiche e sociali rilevanti. L’associazione richiama, a questo proposito, i dati del Rapporto Assalco-Zoomark 2026, secondo cui il mercato italiano pet food e pet care ha raggiunto il valore di 5,3 miliardi di euro. Il rapporto stima inoltre 53,6 milioni di animali da compagnia in Italia, con più della metà delle famiglie che vive con almeno un animale domestico.
Tanasi sottolinea che il problema non riguarda soltanto il mercato, ma anche la tenuta sociale delle famiglie. Il Segretario Nazionale richiama i dati del Rapporto Italia 2025 dell’Eurispes, secondo cui le difficoltà economiche incidono già sulle scelte dei proprietari di animali. Quasi un proprietario su quattro ha rinunciato a prendere altri animali per ragioni economiche e quasi uno su dieci ha dichiarato di aver dovuto dare via il proprio animale domestico.

DAL CIBO ALLE CURE VETERINARIE, PRENDERSI CURA DI UN ANIMALE STA DIVENTANDO SEMPRE PIÙ COSTOSOcaro animali domestici

Secondo il Codacons, questi numeri dimostrano che il caro animali domestici è ormai un problema sociale. Quando una famiglia rinuncia ad accogliere un animale, o arriva persino a separarsene per ragioni economiche, per l’associazione significa che il costo della cura ha superato una soglia preoccupante.
Per questo Tanasi chiede al Governo e alle istituzioni competenti un pacchetto di misure concrete per aiutare famiglie e proprietari di animali. Il Codacons propone la riduzione dell’IVA sugli alimenti e sui prodotti essenziali per animali domestici, l’aumento delle detrazioni per le spese veterinarie, fondi di sostegno per anziani e famiglie fragili, controlli sui rincari, sui prezzi al chilo, sulle promozioni e sulle dinamiche della filiera del pet food.
L’associazione ricorda che oggi l’aiuto fiscale per le cure veterinarie resta molto limitato. La detrazione è pari al 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro e fino al tetto massimo di 550 euro, con un beneficio effettivo massimo di circa 80 euro. Per il Codacons si tratta di una cifra insufficiente rispetto ai costi reali sostenuti dalle famiglie per visite, farmaci, vaccini e cure veterinarie.
Gli animali domestici non sono un capriccio né un bene di lusso, ma parte della vita affettiva e familiare di milioni di cittadini. Il caro-vita – afferma Tanasi – sta colpendo anche chi si prende cura di un cane, di un gatto o di un altro animale da compagnia, e le istituzioni non possono ignorare un fenomeno che pesa sempre di più sui bilanci familiari“.
Chiediamo misure concrete per aiutare chi si prende cura degli animali, con meno tasse sui prodotti essenziali, maggiori detrazioni per le cure veterinarie, controlli sui rincari e strumenti di sostegno per chi è in difficoltà. Difendere i consumatori significa anche impedire che prendersi cura di un animale domestico diventi un privilegio per pochi“. – conclude Tanasi.

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