In vista delle elezioni per le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) dell’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) di Catania, in programma il 6 giugno 2026, il Codacons e Codacons Medici ribadiscono la necessità di difendere una medicina territoriale realmente vicina alle persone, fondata sulla presenza dei medici di famiglia, sul rapporto umano con i pazienti e su un’organizzazione sanitaria efficiente, accessibile e concreta.
A intervenire sono Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, e Nino Rizzo, Presidente Codacons Medici, che sottolineano l’importanza di una sanità territoriale capace di ascoltare i bisogni reali dei cittadini e di valorizzare il ruolo dei professionisti che ogni giorno operano sul territorio.
Per il Codacons e Codacons Medici, le AFT non devono trasformarsi nell’ennesima struttura burocratica calata dall’alto e distante dai bisogni reali della popolazione. Al contrario, devono diventare uno strumento utile per rafforzare l’assistenza di prossimità, migliorare i servizi sanitari locali e garantire risposte tempestive, soprattutto in una fase in cui il sistema territoriale ha bisogno di maggiore ascolto, presenza e capacità operativa.
LE AGGREGAZIONI FUNZIONALI TERRITORIALI NON DIVENTINO NUOVI APPARATI BUROCRATICI DISTANTI DAI PAZIENTI
In questa prospettiva, Tanasi e Rizzo ritengono fondamentale sostenere candidati che rappresentino esperienza, equilibrio, conoscenza delle realtà locali e dialogo costante con medici e cittadini.
Per le elezioni AFT Asp Catania 2026, il sostegno viene espresso a Chiara Amodio per AFT 1, Marcello Scifo per AFT 2, Salvatore Rizzo per AFT 3, Veruska Costanzo per AFT 4, Cettina Persano per AFT 6, Dario Zappalà per AFT Gravina, Salvatore Condorelli per AFT Paternò e Giuseppe Di Stefano per AFT Belpasso.
Il Codacons e Codacons Medici sottolineano che una sanità territoriale forte non può essere costruita senza ascoltare insieme medici e cittadini. La medicina di famiglia rappresenta un presidio essenziale del diritto alla salute e non può essere indebolita da modelli organizzativi percepiti come lontani, freddi o eccessivamente burocratici.
Il messaggio di Tanasi e Rizzo è chiaro. No a modelli calati dall’alto, no alla desertificazione della medicina di famiglia, sì a una rete territoriale moderna, efficiente e, soprattutto, umana.
Il 6 giugno, secondo il Codacons e Codacons Medici, la scelta dovrà andare verso chi intende davvero difendere il territorio, valorizzare il ruolo dei medici di famiglia e rafforzare il legame quotidiano tra sanità pubblica e cittadini.
Difendere i medici di famiglia significa difendere il diritto alla salute.












