Se le ipotesi di reato fossero confermate sarebbe l’ennesima beffa ai danni degli utenti del servizio pubblico su gomma della Regione Siciliana. Lo afferma l’avv. Paolo Di Stefano vice presidente regionale CODACONS, intervenendo sull’inchiesta di corruzione dell’AST (Azienda Siciliana Trasporti). palermo corruzione astpalermo corruzione ast

In questo caso, anche l’efficienza del servizio, che per i cittadini di questa regione è una chimera, pagherebbe le conseguenze del malaffare. “Auspichiamo quindi, continua Di Stefano – che con rigore si faccia luce su eventuali responsabilità a carico di chi avrebbe approfittato della propria funzione ai danni del servizio di trasporto regionale”.

Per primi, gli stessi vertici Ast insieme al socio unico, la Regione, accendano un faro sulla vicenda ed adottino quei provvedimenti a salvaguardia dell’interesse pubblico e a tutela dell’immagine della società. Inoltre, il sapore della beffa è alimentato dagli esiti delle intercettazioni in cui si parlerebbe di omissioni e irregolarità nei bilanci, quando, appena il mese scorso, la società ha dichiarato con toni trionfalistici di aver raggiunto risultati di bilancio oltre le aspettative. palermo corruzione ast

Per queste ragioni, il Codacons, assistito dall’avv. Laura La Mattina, annuncia la costituzione di parte offesa nell’ambito del procedimento che ha travolto l’Ast e, nel caso le accuse siano confermate, la costituzione di parte civile nel futuro giudizio.

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