La crisi idrica continua a interessare diverse aree della Sicilia, con gravi conseguenze non soltanto sulla vita quotidiana dei cittadini, ma anche sul turismo, settore strategico per l’economia dell’Isola.emergenza siccità Sicilia
Le recenti criticità registrate a Ortigia, nelle isole Eolie e nel territorio agrigentino, nel pieno della stagione estiva, stanno provocando disagi a residenti, visitatori, alberghi, strutture ricettive, ristoranti e attività commerciali.emergenza siccità Sicilia
“Quanto sta accadendo dimostra che il problema dell’approvvigionamento idrico non può più essere considerato un evento eccezionale o circoscritto — afferma l’avvocato Bruno Messina, vicepresidente Codacons Sicilia —. Le difficoltà colpiscono alcune delle destinazioni turistiche più conosciute dell’Isola e mettono in discussione la capacità della rete di garantire un servizio regolare proprio nei periodi di maggiore afflusso“.
Secondo il Codacons Sicilia, interruzioni dell’erogazione, riduzioni della pressione, turnazioni e ricorso alle autobotti producono rilevanti conseguenze economiche e sociali. Le strutture ricettive e le attività di ristorazione sono costrette a sostenere costi aggiuntivi, mentre cittadini e turisti subiscono disagi e un evidente peggioramento della qualità dei servizi e dell’accoglienza.emergenza siccità Sicilia
“La mancanza d’acqua nelle località turistiche non rappresenta soltanto un disservizio — sottolinea Messina — ma incide direttamente sulla reputazione della Sicilia, sulla qualità dell’offerta turistica e sulla capacità dell’Isola di competere con le altre destinazioni del Mediterraneo. Proteste, recensioni negative e richieste di rimborso possono produrre danni che vanno ben oltre la singola emergenza“.
SERVE UN PIANO STRUTTURALE, NON BASTANO GLI INTERVENTI EMERGENZIALIemergenza siccità Sicilia
Il Codacons Sicilia ricorda che chi prenota una vacanza nell’Isola ha diritto a trovare servizi essenziali regolarmente funzionanti. L’associazione ritiene inaccettabile che albergatori, ristoratori e operatori turistici siano costretti ad acquistare acqua, installare serbatoi o ricorrere stabilmente a soluzioni private per compensare le inefficienze della rete pubblica.
La Regione Siciliana ha comunicato che le risorse presenti negli invasi sarebbero sufficienti a garantire gli usi potabili, irrigui e industriali per tutto il 2026. Il Codacons osserva, tuttavia, che le criticità locali dimostrano come la disponibilità complessiva della risorsa non coincida necessariamente con la capacità di distribuirla in maniera regolare e continua ad abitazioni e imprese.
Secondo l’associazione, il problema non è legato soltanto alla siccità, ma anche alle condizioni delle reti, alle perdite idriche, all’insufficienza degli impianti di accumulo, alle difficoltà nella manutenzione delle dighe e ai ritardi nella realizzazione delle opere programmate.
Per affrontare la crisi in modo strutturale, il Codacons Sicilia chiede innanzitutto di individuare i tratti maggiormente deteriorati delle reti e di programmare gli interventi secondo criteri trasparenti di priorità, partendo dai territori con le perdite più elevate e dalle località caratterizzate da una maggiore presenza turistica.
L’associazione propone inoltre l’installazione di sistemi di telecontrollo, sensori e misuratori intelligenti capaci di rilevare in tempo reale perdite, cali di pressione e anomalie. Secondo il Codacons, non è più sostenibile intervenire soltanto dopo le segnalazioni dei cittadini o quando l’interruzione si è già verificata.
Il Codacons Sicilia chiede anche che Regione, Comuni e gestori predispongano, prima dell’inizio della stagione estiva, piani di approvvigionamento calibrati sull’effettivo aumento della popolazione presente. L’associazione evidenzia che i fabbisogni delle città d’arte, delle località balneari e delle isole minori non possono essere determinati esclusivamente in base al numero dei residenti.
Il Codacons ritiene inoltre necessario realizzare o adeguare serbatoi territoriali capaci di garantire riserve minime alle strutture sanitarie, alle abitazioni, agli alberghi, ai ristoranti e agli altri servizi essenziali in caso di guasti o interruzioni.
Secondo l’associazione, anche i dissalatori devono essere inseriti in una strategia regionale permanente, accompagnata da valutazioni trasparenti sui costi energetici, sulla sostenibilità economica e sull’impatto ambientale. Il Codacons propone, parallelamente, di favorire il riutilizzo delle acque adeguatamente trattate, quando tecnicamente possibile, per l’irrigazione, la pulizia urbana, gli impieghi industriali e gli altri usi non potabili, riducendo così la pressione sulle risorse destinate al consumo umano.
“La Sicilia non può promuovere il proprio patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico e, nello stesso tempo, non riuscire a garantire un servizio essenziale come l’acqua. La crisi climatica impone un cambiamento radicale del modello di gestione. Occorre programmare, manutenere, controllare e rendicontare. Ogni estate trascorsa a fronteggiare emergenze prevedibili provoca danni ai cittadini, alle imprese e all’immagine dell’intera regione“. – conclude Messina.
Il Codacons Sicilia chiede pertanto alla Presidenza della Regione, all’Autorità di bacino, ai Comuni e ai gestori del servizio idrico di convocare con urgenza un tavolo tecnico per definire misure immediate per la stagione in corso e un programma pluriennale per la sicurezza idrica dell’Isola.













