PALERMO/ Un milione di euro di fondi pubblici stanziato per Comuni che, di fatto, non esistono. È quanto accaduto con l’emendamento presentato dal deputato regionale Ismaele La Vardera e approvato dall’Assemblea Regionale Siciliana, ovvero dal Parlamento siciliano, nell’ambito della legge finanziaria regionale. Una vicenda che ha immediatamente assunto una rilevanza nazionale, esponendo l’istituzione parlamentare siciliana a una clamorosa e gravissima figuraccia davanti all’opinione pubblica di tutta Italia. emendamento comuni ARS

Secondo quanto emerso, l’emendamento è stato redatto con un linguaggio volutamente oscuro e privo di qualsiasi riscontro nella realtà amministrativa, facendo riferimento a strutture e destinatari inesistenti. Nonostante ciò, la norma è stata approvata senza che nessuno ne verificasse il contenuto, il significato o l’effettiva applicabilità. Un fatto che, per il Codacons, non può essere liquidato come una semplice provocazione politica, ma rappresenta la dimostrazione evidente del fallimento dei meccanismi di controllo interni all’Assemblea regionale siciliana.

“Con questo emendamento – denuncia il Codacons – il Parlamento siciliano è stato ridicolizzato davanti a tutta Italia. È stato dimostrato che è possibile far approvare uno stanziamento milionario di denaro pubblico senza che i deputati abbiano piena consapevolezza di ciò che stanno votando. Non si tratta di una bravata, ma di una lesione gravissima alla credibilità delle istituzioni democratiche e all’immagine della Sicilia”.

La vicenda solleva interrogativi profondi sulla capacità dell’ARS di esercitare in modo responsabile e consapevole la funzione legislativa, soprattutto in materia di spesa pubblica. Quando un’assemblea parlamentare approva finanziamenti senza essere in grado di comprendere a chi siano destinati e sulla base di quali presupposti amministrativi, diventa inevitabile interrogarsi sulla necessità di una vigilanza e di una supervisione istituzionale rafforzata, perché non è accettabile che nessun ufficio, nessuna struttura tecnica e nessun livello amministrativo abbia rilevato l’assenza di qualsiasi contenuto reale nella norma.

Alla luce di quanto accaduto, il Codacons annuncia la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, affinché venga fatta piena luce su quanto avvenuto e sulle responsabilità connesse all’approvazione di una norma priva di contenuto reale, nonché sull’assenza di adeguati controlli amministrativi e tecnici preventivi. L’associazione chiede inoltre di conoscere chi, all’interno della macchina regionale, fosse deputato alla verifica degli emendamenti finanziari, perché è inaccettabile che risorse pubbliche possano essere stanziate e votate senza alcun riscontro con la realtà amministrativa. emendamento comuni ARS

“Questa vicenda – prosegue Codacons – ha danneggiato gravemente l’immagine del Parlamento siciliano e dell’intera Sicilia davanti all’opinione pubblica nazionale, mostrando un sistema privo di filtri e controlli adeguati” .

Il Codacons seguirà l’evoluzione della vicenda fino all’accertamento delle responsabilità, perché la tutela delle risorse pubbliche e la credibilità delle istituzioni non possono essere sacrificate sull’altare dell’improvvisazione e della superficialità.

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