La pasta è uno dei simboli dell’Italia nel mondo e in Sicilia ha un legame particolare con la storia e le tradizioni del territorio. In occasione della Giornata mondiale della pasta, che si celebra oggi, 25 ottobre, il Codacons richiama l’attenzione sull’importanza di valorizzare il grano duro coltivato nell’Isola, senza dimenticare i diritti di chi ogni giorno acquista questo alimento.
La Sicilia custodisce una lunga tradizione cerealicola, fatta di agricoltori, imprese e produzioni locali. Un patrimonio che merita di essere conosciuto e sostenuto, garantendo ai consumatori informazioni chiare sulla provenienza delle materie prime e sulla qualità dei prodotti.
“La Sicilia ha un legame profondo con il grano. È una storia che appartiene alle nostre campagne e al lavoro di tante famiglie – afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons – Valorizzare le produzioni locali è importante, ma dobbiamo pensare anche a chi va al supermercato e sceglie cosa portare in tavola. Il consumatore deve poter conoscere l’origine del grano, confrontare i prezzi e acquistare senza dubbi o informazioni poco chiare”.
Il tema dell’etichettatura assume particolare rilievo. Il Ministero dell’Agricoltura ha confermato la proroga fino al 31 dicembre 2026 del regime italiano di indicazione obbligatoria dell’origine per le paste alimentari di grano duro interessate dalla normativa. Una misura che consente ai cittadini di conoscere meglio la provenienza delle materie prime utilizzate.
Il Codacons sottolinea che l’origine del grano non è, da sola, una garanzia di qualità superiore. Valorizzare le produzioni siciliane significa riconoscerne la storia e il lavoro, senza creare contrapposizioni con i prodotti provenienti da altri territori. Ciò che conta è offrire informazioni corrette e permettere scelte consapevoli.Giornata mondiale della pasta
“Il Made in Italy si difende anche partendo dalle nostre campagne – prosegue Tanasi –. Dobbiamo dare valore al lavoro degli agricoltori siciliani, ma senza dimenticare chi acquista. Servono etichette comprensibili, prezzi trasparenti e controlli contro eventuali pratiche scorrette. Una famiglia deve poter scegliere un prodotto di qualità senza dover affrontare una spesa eccessiva o informazioni difficili da interpretare.” – conclude Tanasi.
Il Codacons invita infine i consumatori a confrontare il prezzo al chilogrammo, leggere le indicazioni sulle confezioni e verificare le condizioni delle offerte commerciali. L’associazione richiama inoltre l’attenzione delle autorità competenti sulla necessità di garantire trasparenza e correttezza lungo la filiera, nell’interesse sia dei cittadini sia delle imprese che operano nel rispetto delle regole.
Immagine realizzata con IA.










