In Sicilia non si può continuare a parlare di giovani soltanto quando partono, quando finiscono ai margini o quando il disagio esplode in tutta la sua evidenza. Per il Codacons è arrivato il momento di affrontare il problema prima, con strumenti concreti e una visione nuova, capace di trasformare la terra e il lavoro agricolo in occasioni reali di inclusione, formazione e futuro.Giovani e agricoltura
Giovani e agricoltura
PER IL CODACONS IN SICILIA AGRICOLTURA, FORMAZIONE E FUNZIONE SOCIALE DEVONO CAMMINARE INSIEME PER CONTRASTARE DISAGIO E MARGINALITÀGiovani e agricoltura
“La Sicilia non può perdere altri ragazzi nel silenzio, nell’isolamento e nell’assenza di prospettive e, per questo, occorre costruire percorsi nuovi che, afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, siano capaci di unire dignità, responsabilità, inclusione e opportunità vere“.
Per il Codacons, il tema non riguarda soltanto l’agricoltura come settore produttivo, ma la possibilità di riconoscere alla terra anche una funzione sociale, educativa e formativa. In una regione in cui troppe fragilità giovanili restano senza risposta, diventa necessario valorizzare tutti quei percorsi capaci di offrire ai ragazzi esperienze concrete, relazioni sane, crescita personale e opportunità di reinserimento.
“La terra non può essere vista soltanto come produzione, ma deve diventare anche uno spazio di riscatto umano e sociale perché tanti giovani oggi non hanno bisogno di parole astratte, ma di luoghi veri nei quali – prosegue Tanasi – possano ritrovare fiducia, utilità e prospettiva”.
Secondo il Codacons, la Sicilia deve smettere di inseguire le emergenze solo quando diventano cronaca e iniziare invece a investire su modelli capaci di tenere insieme territorio, lavoro, formazione e inclusione. È su questo terreno che può nascere una risposta seria a tante forme di disagio che oggi colpiscono le nuove generazioni e impoveriscono il tessuto sociale dell’Isola.
“Ai giovani siciliani non servono promesse, ma occasioni concrete per non sentirsi esclusi, inutili o abbandonati, e la terra può diventare uno dei luoghi in cui questo futuro torna finalmente a prendere forma“. – conclude Tanasi.











