Il Codacons Sicilia Donna ha presentato un esposto formale alla Procura della Repubblica e ha annunciato la propria costituzione quale parte offesa nell’ambito della vicenda della cosiddetta “Comunità del Bosco di Gibilmanna“, il caso che vede coinvolto Mark Ravikiran Koppikar, indicato come “maestro spirituale” e attualmente detenuto con l’accusa di maltrattamenti su minori.
La vicenda, già al centro di indagini giudiziarie, avrebbe fatto emergere un quadro di particolare gravità. Secondo quanto sinora ricostruito, all’interno della comunità vivevano circa quindici persone, tra cui due bambini di 7 e 11 anni, in condizioni di forte isolamento e precarietà e, stando a quanto emerso, anche privi di cure mediche e vaccinazioni.
I due minori, a seguito dell’intervento della Procura per i Minorenni di Palermo, sono stati allontanati da quel contesto e affidati ai nonni materni.
Secondo gli elementi fin qui emersi, le presunte condotte oggetto di attenzione non riguarderebbero soltanto i minori, ma anche una donna palermitana che sarebbe stata sottoposta a forme di condizionamento psicologico e manipolazione all’interno di una realtà dai tratti che, ove confermati, apparirebbero fortemente settari.

comunità Gibilmanna

L’ASSOCIAZIONE CHIEDE PIENA LUCE SU PRESUNTI MALTRATTAMENTI, MANIPOLAZIONI PSICOLOGICHE E SUL CONTESTO IN CUI SAREBBERO VISSUTI ANCHE DUE BAMBINIcomunità Gibilmanna

È necessario accertare fino in fondo tutto ciò che sarebbe avvenuto all’interno di questa comunità – dichiara l’avvocata Federica Prestidonato, Presidente Codacons Sicilia Donna –  Siamo di fronte a una vicenda che, se confermata, presenta profili di estrema delicatezza e gravità, soprattutto per la presenza di minori in un contesto che sarebbe stato caratterizzato da isolamento, privazioni e possibili dinamiche di manipolazione psicologica“.
Con l’esposto e la costituzione di parte offesa, il Codacons Sicilia Donna chiede che venga fatta piena luce non solo sulle eventuali responsabilità personali già ipotizzate, ma anche su possibili ulteriori profili riguardanti soggetti, enti o strutture che avrebbero potuto avere un ruolo nella gestione, nell’organizzazione o nel finanziamento della comunità.
Occorre – precisa Prestidonato –  garantire la massima tutela a tutti i soggetti vulnerabili coinvolti e verificare con rigore ogni aspetto della vicenda, senza lasciare zone d’ombra“.
Il Codacons Sicilia Donna seguirà con la massima attenzione l’evoluzione del caso, mettendo in campo ogni iniziativa utile per la tutela dei diritti delle persone coinvolte e per il pieno accertamento della verità.

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