È iniziato dinanzi alla Terza Sezione Penale in composizione collegiale del Tribunale di Catania il processo nei confronti di un istruttore tecnico del Comune di Adrano, imputato per omissione di atti d’ufficio in relazione alla mancata risposta alla richiesta formale di accesso agli atti presentata dal Codacons Sicilia sulle procedure di installazione di impianti con tecnologia 5G nel territorio comunale.

Omessa risposta alla richiesta di accesso agli atti: contestata l’omissione di atti d’ufficio

Il procedimento trae origine da una denuncia  depositata dal Codacons Sicilia, a seguito del mancato riscontro alla richiesta-diffida regolarmente notificata all’ente. Secondo l’impostazione accusatoria, il funzionario non avrebbe fornito risposta né adeguata motivazione entro il termine di trenta giorni previsto dalla legge.
La contestazione si fonda sull’articolo 328, secondo comma, del Codice Penale, che sanziona il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, a fronte di una richiesta legittima, ometta di compiere l’atto del proprio ufficio o di fornire una risposta motivata nei termini stabiliti.
“La presentazione della denuncia si è resa necessaria dopo il silenzio dell’amministrazione – dichiara l’avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’Ufficio legale regionale Codacons –. Il diritto di accesso agli atti non rappresenta una facoltà discrezionale dell’ente pubblico, bensì un preciso obbligo giuridico. A fronte di una richiesta formale e motivata, l’amministrazione è tenuta a fornire riscontro nei termini previsti dalla normativa vigente”.
“Il mancato riscontro – prosegue Sardella – assume rilevanza non solo sotto il profilo amministrativo, ma anche penale, qualora ricorrano gli estremi dell’omissione di atti d’ufficio. La trasparenza costituisce un principio cardine dell’azione amministrativa, ancor più in materie sensibili come l’installazione di infrastrutture 5G e i profili connessi all’inquinamento elettromagnetico”.
Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, la Terza Sezione Penale del Tribunale di Catania ha sentito il Presidente regionale del Codacons Sicilia, Giovanni Petrone, in relazione ai fatti oggetto del procedimento.
Il Codacons Sicilia si è costituito parte civile nel processo, ribadendo la necessità del pieno rispetto degli obblighi di trasparenza e dei diritti di accesso riconosciuti ai cittadini e alle associazioni.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione pubblica il corretto esercizio delle funzioni amministrative e il rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento in materia di accesso agli atti.

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