Le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti sull’eventuale introduzione di dazi nei confronti di alcuni Paesi europei, collegati alla loro contrarietà all’ipotesi di acquisizione della Groenlandia, sollevano preoccupazioni che vanno oltre il piano geopolitico e investono direttamente la tutela dei consumatori.dazi

“È necessario chiarire fin dall’inizio che l’Italia non è coinvolta nelle misure annunciate e non rientra tra i Paesi destinatari delle minacce tariffarie – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – ciò non significa, tuttavia, che i consumatori italiani siano al riparo, poiché restano esposti agli effetti indiretti di eventuali tensioni commerciali su scala europea, in un contesto di mercati fortemente integrati”.

Secondo Tanasi, “l’utilizzo dei dazi come strumento di pressione politica, anziché come misura di regolazione commerciale, rappresenta un precedente delicato, potenzialmente idoneo ad alterare gli equilibri dei mercati e a favorire dinamiche speculative. Le politiche tariffarie dovrebbero invece fondarsi su criteri di oggettività, prevedibilità e proporzionalità“.

“Le guerre tariffarie – prosegue Tanasi – raramente incidono sui livelli decisionali e finiscono per colpire i cittadini attraverso l’aumento dei prezzi, l’instabilità economica, la riduzione del potere d’acquisto e le ricadute sulle filiere produttive. È per questo che le associazioni dei consumatori sono chiamate a intervenire in chiave preventiva, prima che il danno si produca”.

In questo quadro, “il Codacons sollecita le istituzioni europee e il Governo italiano ad adottare misure di vigilanza, trasparenza e contrasto a eventuali fenomeni speculativi, affinché tensioni di natura geopolitica o commerciale non si traducano in aumenti ingiustificati dei prezzi a danno delle famiglie”, sottolinea Tanasi.

“L’Unione Europea è chiamata a una risposta unitaria, ferma e responsabile, che tenga conto non solo degli equilibri diplomatici, ma anche della tutela dei consumatori, troppo spesso l’anello più fragile delle dinamiche economiche internazionali” – conclude Tanasi.

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