“La fuga dei cervelli non è un’emergenza temporanea. È la fotografia più nitida del limite strutturale dell’economia siciliana“. È quanto afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, intervenendo sul tema della migrazione giovanile qualificata dalla Sicilia.fuga di cervelli

Il Segretario Nazionale Codacons interviene sulla migrazione qualificata: il talento non si trattiene con le parole, ma con la struttura fuga di cervelli

Secondo Tanasi, il fenomeno non può essere letto come una semplice dinamica generazionale. “Quando un territorio forma capitale umano e non riesce a trattenerlo – dichiara il Segretario Nazionale Codacons – il problema non è la mobilità in sé, ma la capacità produttiva che non cresce abbastanza per assorbirlo”.

Il Codacons sottolinea come negli ultimi anni migliaia di giovani qualificati abbiano lasciato l’isola per costruire altrove il proprio percorso professionale, contribuendo a un saldo migratorio negativo che continua a incidere sul potenziale economico regionale.

“La Sicilia investe nella formazione universitaria, genera competenze e prepara professionalità qualificate – prosegue Tanasi – ma una parte significativa di questo capitale umano trova stabilità in contesti industrialmente più solidi e più dinamici sul piano dell’innovazione”.

Per l’associazione, il nodo non riguarda le singole imprese, bensì la struttura complessiva del sistema economico regionale. La capacità di assorbimento del tessuto produttivo risulta ancora inferiore rispetto alla quantità e alla qualità delle competenze formate ogni anno.

Secondo il Codacons, il fenomeno produce un effetto progressivo: minore disponibilità di capitale umano significa minore capacità innovativa, minore attrattività per investimenti ad alta tecnologia e crescita più debole della produttività. Una dinamica che rischia di ampliare il divario competitivo con le aree economicamente più forti del Paese.

Per questo l’associazione richiama la necessità di interventi strutturali: rafforzamento dimensionale delle imprese, attrazione di investimenti strategici, incremento dell’intensità innovativa e consolidamento di filiere ad alto valore aggiunto.

“Serve anche un salto di qualità in termini di trasparenzaevidenzia Tanasi – rendere disponibili dati aggregati sulla qualità dell’occupazione qualificata, sulla stabilità contrattuale e sulla dinamica salariale non significa mettere sotto accusa il sistema, ma rafforzarne la credibilità. Il capitale umano sceglie territori che offrono prospettive chiare e verificabili. Se non si interviene con politiche strutturali efficaci, la fuga dei cervelli rischia di diventare un fattore permanente di indebolimento economico. Il talento non si trattiene con le parole, si trattiene con la struttura”– conclude Tanasi.

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