In occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, che si celebra oggi, 2 aprile, il Codacons richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di trasformare la sensibilizzazione in misure effettive e continuative a tutela delle persone con disturbo dello spettro autistico e delle loro famiglie.
OGGI IL 2 APRILE DEVE TRASFORMARSI IN UN IMPEGNO CONCRETO PER LE PERSONE AUTISTICHE E PER LE LORO FAMIGLIE
“Non basta una ricorrenza simbolica – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – se poi, nella vita quotidiana, troppe famiglie continuano a scontrarsi con ritardi nelle diagnosi, difficoltà nell’accesso alle terapie, carenza di servizi di supporto e ostacoli all’inclusione scolastica e sociale. Parlare di autismo significa parlare di diritti, dignità, assistenza e rispetto sostanziale della persona“.
Secondo il Codacons, la tutela delle persone autistiche non può esaurirsi in messaggi di circostanza o iniziative di facciata, ma deve tradursi in una rete reale di servizi accessibili, continuità assistenziale, sostegno educativo adeguato e supporto effettivo ai nuclei familiari, troppo spesso costretti ad affrontare da soli carichi economici, organizzativi e psicologici pesantissimi.
“L’autismo – spiega Tanasi – non può essere affrontato con slogan o celebrazioni formali. Occorrono percorsi certi, risposte tempestive, strutture adeguate e un impegno stabile da parte delle istituzioni. Ogni ritardo, ogni lacuna, ogni disattenzione incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone autistiche e dei loro familiari“.
Per il Codacons, questa giornata deve rappresentare anche un’occasione di responsabilità pubblica, utile a verificare la reale capacità dello Stato, delle Regioni e degli enti locali di garantire inclusione, presa in carico, continuità assistenziale e sostegno alle famiglie.
“È il momento di passare dalle parole ai fatti, rafforzando i servizi sul territorio e assicurando risposte stabili ed efficaci ai bisogni delle persone autistiche. Dietro ogni richiamo all’inclusione ci sono persone, famiglie e diritti che non possono più aspettare“- conclude Tanasi.










