Le immagini e le testimonianze che arrivano da Niscemi (CL) restituiscono una realtà che non può più essere ignorata. Famiglie costrette a racchiudere un’intera vita in una busta, cittadini autorizzati a rientrare nelle proprie abitazioni solo per pochi minuti, sotto scorta, senza alcuna certezza sul futuro. Una situazione che resta in continua evoluzione, con un’area di rischio ampliata e numerose persone ancora lontane dalle proprie case.
“Siamo davanti a un’emergenza che non è più soltanto ambientale, ma profondamente sociale e istituzionale” – afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons- Non si può chiedere a centinaia di famiglie di vivere sospese, senza sapere se e quando potranno tornare a casa. Non si può trasformare la sicurezza in un’attesa infinita. Il tempo delle valutazioni è finito: ora servono decisioni immediate”.
Tanasi sottolinea come l’emergenza, ormai formalmente riconosciuta, imponga un cambio di passo netto e non più rinviabile. allarme Niscemi
“Non esistono alibi procedurali né rinvii giustificabili. La frana di Niscemi – prosegue Tanasi – non è un episodio isolato, ma il segnale evidente di una fragilità territoriale che richiede risposte rapide, coordinate e concrete”. allarme Niscemi
“I cittadini di Niscemi non chiedono promesse, ma atti concreti. Ogni ulteriore ritardo, in un quadro già riconosciuto come emergenziale, rischia di trasformarsi in una responsabilità. Alle istituzioni diciamo una cosa sola: fate presto. Il tempo è finito”. – conclude Tanasi.













