dicembre 17, 2018

Catania: plauso del Codacons a GdF e Procura per l’operazione BORDERLESS

Traffico illecito rifiuti pericolosi ONG – nave AQUARIUS.

Codacons annuncia che si costituirà parte civile.

Traffico illecito rifiuti Ong AquariusDopo aver appreso dell’esecuzione del sequestro preventivo della nave ONG “AQUARIUS” attualmente ormeggiata a Marsiglia in Francia e del decreto di sequestro preventivo d’urgenza per un importo complessivo pari a circa 460 mila euro corrispondente al profitto accertato rispetto ai delitti contestati di “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti” nei confronti sia degli agenti marittimi e della ONG “Medici senza frontiere” , il Segretario Nazionale Codacons Francesco Tanasi  rivolge un plauso alla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Catania e della Sezione Operativa Navale di Catania, al Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO),  che unitamente alla Procura Distrettuale di Catania, all’esito di articolate indagini ha portato a compimento la brillante operazione e annuncia che l’organizzazione a difesa di cittadini e ambiente si costituirà parte civile. Traffico illecito rifiuti Ong Aquarius

All’esito degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi nei confronti dei 24 indagati, che a vario titolo, risultano aver sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto delittuoso di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti a bordo delle navi ONG VOS PRUDENCE (da marzo 2017 a luglio 2017) e AQUARIUS (dal gennaio 2017 al maggio 2018) e conferiti in modo indifferenziato, unitamente ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e sbarco di migranti nei porti di Catania, Augusta (SR), Pozzallo (RG), Trapani, Messina, Palermo nonché in altri porti italiani.

 Il Codacons – spiega l’Avv. Carmelo Sardella, Dirigente dell’Ufficio Legale Regionale – quale parte offesa si costituirà parte civile nel processo.

Dalle indagini emerge un quadro molto inquietante, commenta l’Avv. Sardella, Dirigente dell’Ufficio Legale Regionale. L’accordo criminoso concluso tra gli appartenenti alle ONG e l’agenzia marittima avrebbe consentito alle stesse ONG non solo di realizzare notevoli risparmi di spesa per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi, ma avrebbe creato tra gennaio 2017 e maggio 2018 anche un gravissimo rischio infettivo per scabbia, meningite, tubercolosi, AIDS e sifilide attraverso ingenti quantità di rifiuti pericolosi consistenti in indumenti dismessi dai migranti potenzialmente contaminati da virus ed altri agenti patogeni, nonché rifiuti sanitari a rischio infettivo derivanti dall’attività di assistenza medico-sanitaria prestata a bordo ai migranti.

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